Brad Pitt: l'impatto degli omicidi dalla famiglia Manson e l'ombra di Weinstein

Autore: Claudio Rugiero ,

Esistono eventi in grado di segnare in maniera indelebile la fine di un'era? Assolutamente sì. La storia umana ne è piena e non fa eccezione neanche il dorato mondo di Hollywood.

Proprio da questi presupposti sembra prendere ispirazione l'ultimo film di Quentin Tarantino, C'era una volta... a Hollywood, che dopo la première a Cannes lo scorso maggio uscirà nelle nostre sale il prossimo 19 settembre. Del cast fa parte anche #Brad Pitt, il quale si è recentemente lasciato andare ad alcune dichiarazioni che ci portano a riflettere su due eventi particolarmente significativi per l'industria del cinema: gli omicidi compiuti dalla famiglia Manson, sfondo storico del nuovo lavoro del regista di Knoxville, e il recente caso Weinstein.

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L'occasione si è presentata quando l'attore è stato intervistato da The Sunday Times proprio per parlare di C'era una volta a... Hollywood, di cui è protagonista accanto a Leonardo DiCaprio e a Margot Robbie, tutti e tre accerchiati da un cast a dir poco stellare.

Come riportato da People, Pitt ha innanzitutto raccontato dell'impatto che hanno avuto su di lui i brutali omicidi perpetrati dalla famiglia Manson verso la fine degli anni '60. L'attore, che è nato nel 1963, era naturalmente un bambino all'epoca, eppure si rese conto che da quel momento qualcosa sarebbe cambiato nella sua visione del mondo:

Quando me lo raccontarono, fu la fine di una rivoluzione idealizzata. I miei genitori sono ancora hippy, ma questa è stata la perdita di quel sogno.

Pitt ha inoltre lasciato intendere che il ritratto che Tarantino traccia del 1969 in C'era una volta a... Hollywood è assolutamente fedele a quello che lui ha vissuto attraverso i suoi genitori e sé stesso. I suoi ricordi e le sue sensazioni sembrano infatti coincidere con quanto mostrato dal film:

Come dice Quentin, la si può descrivere come una specie di utopia, ma c'è una muffa intorno alla tela che ha messo in gioco l'oscurità dell'umanità e ha posto fine alle speranze dei miei genitori su come poter infondere quel 'love and peace' [slogan molto in voga in quegli anni, n.d.r.] come ideologia nel resto del mondo. Tutto è andato in crisi ed è finito, tanto che alcuni ne parlano come di una cospirazione. Era la fine di un'era.

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Brad Pitt in jeans e T-Shirt su una golf cart gialla in una scena del film

Quando gli è stato chiesto di nominare un evento moderno che ha avuto un impatto simile su Hollywood, Pitt ha fatto un collegamento con il cambiamento provocato dallo scandalo che ha visto protagonista Harvey Weinstein. Il produttore è stato infatti travolto da un'ondata di denunce di molestie sessuali, un evento collegato alla diffusione del movimento #MeToo:

È [un paragone, n.d.r.] di cattivo gusto? Più che altro penso che ci stiamo riequilibrando, ma questa volta in senso positivo.

A dirlo è una star che ha avuto un'esperienza diretta con la Hollywood di Weinstein. Come infatti precedentemente raccontato da Gwyneth Paltrow, altra vittima di questi abusi sul set di Shakespeare in Love e all'epoca fidanzata con Pitt, l'attore aveva avuto un violento scontro con Weinstein, proprio a causa della condotta del produttore della Miramax nei confronti dell'attrice. Una versione confermata sia dallo stesso Pitt che da un testimone, Howard Stern:

Eravamo all'inaugurazione di Amleto a Broadway. Harvey era lì e Brad Pitt stava quasi per lanciarlo contro il muro. Gli ha detto: 'Se la farai sentire un'altra volta a disagio, ti ammazzo' o qualcosa del genere.

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Le dichiarazioni di Pitt riportate da People si fermano qui, tuttavia sembra evidente che per l'attore a partire dal caso Weinstein c'è stato un punto di svolta per Hollywood. In effetti, non sono poche le figure e le istituzioni dell'industria del cinema che hanno deciso di contrastare il fenomeno delle molestie prendendo una posizione netta e talvolta perfino interrompendo contratti. Il cambiamento a cui sembra riferirsi Pitt è però soprattutto nello sguardo su Hollywood, colta ora nel suo lato più sgradevole, proprio come era avvenuto all'epoca degli omicidi della famiglia Manson, che ha messo in crisi il sogno di un mondo dove regnassero la pace e l'amore.

Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con l'attore? Quali sono le vostre considerazioni?

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